Ci sedemmo dalla parte del torto perché in cambio ci regalavano una Nintendo Wii
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Dag
Ambrogio, SantIl santo più cool del tardo antico


Dietro a questa faccia da perdente si nasconde uno dei più grandi pezzi dimmerda della storia.


Introduzione

Quello che più mi inquieta dei cristiani è che sono amici, ti danno ragione, ti ascoltano e ti comprendono per poi tirar fuori l'ennesima auctoritas per asserire che dopotutto è come dicono loro. Dopotutto.
Se uno prova ad affrontare il discorso con un'impostazione prettamente logica, ecco che subito citano S.Agostino, che dopotutto si è convertito, che dice che la Ragione è un complemento della Fede, e non un antagonista. Dopotutto è vero. Insomma, lo dice S.Agostino, grazie a Dio, il cuore dell'uomo, il tempo delle mele e il furto delle pere. Uno ok.
A proposito di S.Agostino, una cosa interessante che i libri di filosofia non riportano è che la sua speciale (intendetelo pure come omosessuale) amicizia con S. Ambrogio era una cosa che viveva nella sua mente. E basta. A leggere le Confessiones uno crederebbe che Ambrogio e Agostino pranzassero tutti i giorni con tarallucci e vino e tra una partita a scacchi e una fumata di narghilè se la menassero su problemi tipo la Grazia o i Sacramenti. In realtà, S.Ambrogio (che era uno fico, e tra poco vedremo perché) non se lo inculava di striscio, a S.Agostino. Annotava nei suoi diari "Anche oggi è tornato quel cagacazzo di Tagaste. Dio, perché?" mentre Agostino annotava "Oggi Ambrogio mi ha rivolto la parola ben 201 volte. E mi ha mostrato la sua collezione di farfalle e di eretici bruciati".
La cosa più probabile è che Agostino ascoltasse i discorsi da spogliatoio di Ambrogio e pensasse che fossero rivolti a lui, da qui i dialoghi interminabili con l'allora vescovo di Milano e l'amicizia fraterna.

Sant'Ambroeous, che simpatica canaglia
La figura di Ambrogio spesso viene citata come esempio di dotto, di padre della Chiesa, di colui che pose le basi per gli inni sacri, poi ripresi (ahinoi) dal Manzoni in età "romantica". Quel che non si racconta di Ambrogio è che era un feroce figlio di androcchia che neanche Pol Pot.
La storia è questa. Ambrogio nacque a Treviri, oggi Trier, in una parte della Gallia che oggi si trova in Germania, nel 339 d.C. circa. Ricco sfondato, quando muore il padre prefetto torna a Roma con la madre e i fratelli per studiare legge, al fine di diventare magistrato o sa il cazzo. Per cinque anni amministra Sirmio, oggi Belgrado, e viene chiamato a governare Milano. Qui è appena morto Aussenzio, vescovo ariano, e tra cristiani e ariani s'ammazzano di botte per decidere chi sarà il nuovo vescovo. Con le sue spaventose abilità retoriche Ambrogio radunò i fedeli e disse "Statevene bbòni!" Come neanche i peggiori papaboys, tutti quanti lo acclamarono a vescovo subito, e lì si rese conto che aveva esagerato a fare il figo. Cominciò subito a dire "no dai gente fate i seri, non c'ho voglia" ma quelli non ne vollero sapere. Disse allora che non era battezzato, e già lo stavano annegando in un'acquasantiera. Disse che era un peccatore, e risposero che gli passava per il cazzo. Allora una volta assunta la carica fece torturare una serie di innocenti per far vedere che lui era cattivissimo!!1!!1one ma tutti dissero che era tanto una brava persona e che doveva restare lì. Avendo capito l'andazzo, Ambrogio venne battezzato e posò comodamente il suo culo sullo scranno vescovile di Milano.
Da quel momento la sua longa manus operò perché nell'Impero le cose cambiasserò da così a pomì. Ambrogio, infatti, scassò tanto il cazzo a Teodosio che questi per tenerselo buono proclamò l'omonimo editto, o anche editto di Tessalonica, che a differenza di quello di Costantino sulla libertà di culto ("essere pagani è ok, ma cristiani va bene lo stesso"), imponeva un obbligo di culto ("essere cristiani è ok, il resto è punito con la morte o con atroci torture perché Gesù ti ama"). Nelle migliori tradizioni naziste ordinò che una sinagoga venisse bruciata, perché gli ebrei non piacciono a nessuno, e se ne vantò pure con Teodosio in una lettera dicendo "che cmq gli ebrei non pregano cristo e quindi che male c'è a bruciarli un po'?". Inoltre, siccome lui era improvvisamente diventato un uomo di fede con i controcazzi, mise in scena con trucchi da baraccone dei miracoli (con tanto di martirio) per la gioia di grandi e piccini perché a Milano ce n'erano pochi.
I grandi meriti di Ambrogio invece riguardano la liturgia: vi introdusse il canto. Quindi se oggi possiamo tutti cantare "Camminerò, camminerò, sulla tua strada Signore" o "Jesus Christ, you are my life!" lo dobbiamo a lui.
Le sue ossa, ormai marroncine ma ben tenute, si possono ammirare nella cripta del Duomo di Milano, quello della Madunina. Sant'Ambroeus è ancor oggi patrono di Milano, che festeggia con il ponte del 7 dicembre e con il cosiddetto carnevale ambrosiano. Il premio ambito da ogni milanese che conta si chiama Ambrogino d'Oro, e Ambrogio è inoltre il nome dell'autista di quella gran troia della signora in giallo della pubblicità della Ferrero Rocher.

La Chiesa sforna sempre grandi cose.