Gusto, BuonLa qualità che manca al secolo XXI

Collezionare feti deformi conservati in formalina è considerato di ottimo gusto.
Il buon gusto è una qualità che gli uomini di questo secolo hanno ormai dimenticato da tempo. Tempo fa, nel secolo XIX (e prima metà del XX), si mantenevano un decoro, uno stile ed un'eleganza tanto nella vita pubblica quanto in quella privata che riflettevano la superiorità intellettuale e sociale dei meno sopra ai più.
Si trattava di una questione innanzitutto materiale. Una élite di prescelti si circondava, all'interno del suo studiolo nella magione vittoriana, di un'oggettistica particolare che ne evidenziava il buon gusto. Trattavasi di antichissimi astrolabi cinesi, di bilance di precisione, di denti di Megalodon Charcaradon, ed ogni raffinato signore aveva in cantina cinque o sei file di feti deformi conservati in comodi cilindri di formalina da osservare nei momenti di sconforto per ritrovare il fascino per quella curiosa malattia della materia che è la vita.
Il galantuomo, avvolto nella sua vestaglia rossa di seta, con la pipa accesa nella mano destra e il bicchiere di brandy nell'altra, seduto di fronte al camino, impegnava le sue giornate (quando non era intento a fare esperimenti sulla servitù di colore e/o ricevere noiosi personaggi della mondanità nel suo salotto) in proficue letture, come Marlowe, Dostoevskij, Epicuro, o gli immortali versi di Coleridge. Di tutto il resto, egli se ne fotteva.
Declamava versi di fronte alla sua iguana selvatica cui dava un nome biblico come Astaroth, Beelzebub o Bhaal. Si baloccava con il teschio di bufalo appeso sopra al suo letto. Ogni tanto andava pure a pisciare.
Ma che è rimasto ora di questi antichi nobilissimi ostumi? Purtroppo, al buon gusto è subentrata (negli ultimi trent'anni) la cafonaggine. L'uomo moderno si preoccupa più del bollo per il SUV che del Manoscritto Voynich o della scandalosa abolizione della tratta degli schiavi neri.
All'uomo moderno piace frequentare i bar e le discoteche laddove il buon gusto imporrebbe la roteazione del bicchiere di brandy di fronte ad una tela di Bruegel.
Il cafone medio legge Baricco e lo trova "veramente bello, ricco di significati" quando invece la buona creanza imporrebbe di pulircisi il culo, con Oceano Mare.
L'uomo qualunque fuma Marlboro. Il gentiluomo assapora Amphora nella sua pipa artigianale da 1400 euro. E nel frattempo, qualsiasi cosa dica, sia pure un rutto, sembra Heidegger.
L'omuncolo moderno si diverte con la Playstation; il signore carica l'archibugio, monta sul suo cavallo e va a caccia di negretti nelle montagne austriache. E ne trova a mazzi.
Lo spaccone da taverna sfida gli astanti a braccio di ferro, il buongustaio invece prepara le catene e il sale per misurare la virilità. Il buzzurro gioca a Counter Strike con cuffia e microfono; l'uomo con savoir faire gioca a tetris con la mano destra, e carezza la sua iguana con la sinistra.
Il vile qualunquista vota per il parlamento di una repubblica, mentre il buon gusto si auspica il ritorno dello Zar, anche dove non c'è mai stato.
Sempre, ovunque, in qualsiasi momento l'uomo all'antica deve lottare perché il buon gusto si liberi della cafonaggine.
(le foto dei feti deformi sono gentilmente concesse da Hroswith)