Beppo
Universitarie, festeDivertirsi alle feste è un dovere sociale
Partiamo da un presupposto: io sono misantropo (misos = odio, antropos = uomo. Quindi, colui che odia il genere umano). Non sempre, ma è un periodo che va così, cazzovuoi. Peraltro, mi sento perfettamente giustificato nell'esserlo.
Ma veniamo al punto.
Cos'è una Festa Universitaria? Ovvio, una festa ambientata all'università (nel parchetto interno, nel giardino, nel chiostro) in cui trovi professori universitari che si fumano una canna per sentirsi giovani e palpare tirocinanti e, ovviamente, studenti universitari. Possono essere diversi per tipologia e style, ma per lo più si tratterà di abbietti individui sinistroidi che con tono di superiorità affermano "minchia che figata sta festa, altro che in disco". Sè.
Elemento fondamentale di una Festa Universitaria è il mostrare il proprio piacere e divertimento anche se si sta fermi due ore con una birra in mano a scambiare frasi inconsulte con gente che ti risulta insopportabile in tutte le altre occasioni. Ma se sei venuto alla festa, devi divertirti, non ci sono cazzi.
Come si sviluppa una festa universitaria (d'ora in poi "F.U." per abbreviare)? Possiamo dividerla in vari stadi.
Il primo stadio è sempre uguale, e cioè il "trovarsi". Messaggini, chiamate, e alla fine nel migliore dei casi ti trovi con lo stesso gruppetto di persone che vedi tutti i fottuti giorni a lezione, quindi nel migliore dei casi gente che ti ha già frantumato le palle e che non avresti questa gran voglia di vedere anche alla sera, figuriamoci parlarci. Comunque, o così o pomì, cioè restare solo. Quindi, per dovere sociale, ti aggreghi.
"Conditio sine qua non" perchè una festa sia invitante, avvincente e considerata "bella", è che ci sia tanta gente. Ma tanta. Amici, sconosciuti, punkabbestia, spacciatori, non importa il tipo, basta che aumenti il volume di carne umana. Se non c'è gente, non si può dire una bella festa, e allora si interrompe tutto e sì va "all'altra festa", sperando di trovare tantissima gente e anche di più, possibilmente fino a non riuscire più a muoversi, che sarebbe il massimo della figosità per una festa.
Il primo stadio si sviluppa con qualche chiacchera, di solito conversazioni smorte, appoggiati a una panchina, fino a quando arriva qualche silenzio imbarazzato e qualcuno si muove, decidendo di passare al secondo stadio.
Il secondo stadio è anch'esso abituale, e si chiama "andiamo a prenderci una birretta". Alle F.U. smerciano la birra più schifosa che esista, birra che non riusciresti a comprare in nessun'altro modo, e che è composta al 50% da piscio di barbone, 50% acqua, e un bonus di sabbia e polvere perchè l'hanno lasciata in mezzo ai topi fino all'inizio della F.U. Oltretutto, costa il triplo che in negozio (1 euro la lattina). Che fine fanno quei soldi? La motivazione è sempre diversa, ma la destinazione, ci giurerei le palle, non cambia mai. Se obietti che comunque alla fine ci fanno una barca spropositata di soldi, ti rispondono irritati "Eh ma cosa vuoi tipo? Qua abbiamo organizzato tutto noi, lo sai? Attaccare i cartelli, organizzare, fare... oh ma cosa vuoi?". Sticazzi.
Comunque, la birra al piscio è una necessità per sopportare le facce da culo attorno a te, e aiuta a rendere la serata più leggera, fino ad arrivare, dopo una decina di birre (10 euri, che in parte credo vadano ai barboni per il contributo) a una leggera euforia. Più che un dovere sociale, quindi, la birra è una necessità sociale.
Qui arriva il terzo stadio: iniziano a suonare. I più furbi del gruppo arrivano adesso, con un'oretta di ritardo, già ubriachi da fuori (perchè la birra del market costa meno) e senza la necessità di sorbirsi le vacue conversazioni di chi non ha nulla da dirti. Siamo qui per divertirci!
Che musica si ascolta alle F.U.? Di sicuro non la tecnaccia da discoteca, no, perchè noi non siamo mica come quei rincoglioniti tunz tunz tutta la sera... abbiamo invitato un gruppo, da fuori, che arriva con chitarre acustiche e/o qualche bongo di troppo. Perchè sapete, noi facciamo musica "un po' particolare". Con questo termine si indica l'underground (...) pseudointellettualoide che varia da afterhours a timoria a cover acustiche dei nirvana a che cazzo so io. Che, per quanto possano essere anche bravi gruppi (personalmente mi ledono le gonadi), non è propriamente la musica che vorresti ascoltare a un festa! Dopo i primi 3 brani che parlano di depressione, amori perduti e tristezza a palate, avresti la tentazione di farti una pera di eroina dritta nello scroto. Ma ti guardi attorno e vedi che sei l'unico pezzente che non sa le parole di "sole spento" e quindi fai finta di niente e prosegui nel secondo stadio (piscio di barbone a volontà ). Ti giri mentre bevi e vedi un nerd, solo, fuori posto, seduto sulla panchina fuori mano che sorride a cazzo, e ti chiedi se non fai parte della specie. Sfiorato dal dubbio, tracanni altre lattine. Per paura (anti)sociale.
Orbene, quando il gruppo ha finalmente finito di vomitare i propri patemi interiori sulla platea, tu sei ubriaco quanto basta per il quarto stadio: la musica da ballare! E qui non c'è possibilità d'errore, sai bene che toccherà agli ska-p (alternati ad altri gruppi simili, ma comunque gli ska-p sono il denominatore comune). Gli ska-p, qui lo dico e qui lo confermo, sono un gruppo del cazzo, probabilmente la peggior idea dell'uomo dopo il nazismo e i copritavoletta rosa di peluche (ma subito prima di hiroshima e nagasaki). Tralascio di giustificare le mie affermazioni semplicemente perchè non ne ho voglia. Comunque, resta il punto: gli ska-p fanno cagare il cazzo, fanno canzoni tutte uguali e tutte idiote, ma sono perfette per urlare in coro "LEGALIZATION!!!" e "RESISTENCIA!!!", consci del fatto che non si sa di cosa si sta parlando. Ma non importa perchè è un moto collettivo, sociale, unito, non importa quanto vacuo e conformista. Quasi un dovere. E comunque chissenefrega, facciamo quattro salti! I più ubriachi si gettano a pogare o a dimenarsi come tarantolati (più sembri stupido e più sei anticonformista, quindi un +10 sulla particolare scala "coolness sinistroide"). I più introversi osservano complici dalle retrovie e lanciano qualche sorriso a cazzo, perchè anche se non sono là in mezzo a sbatacchiarsi tra schizzi di birra, si stanno divertendo lo stesso e vogliono farlo capire a tutti.
Il quarto stadio dura finchè c'è abbastanza gente, perchè man mano la F.U. comincia a svuotarsi dei meno temerari, o di chi semplicemente si è già rotto i coglioni abbstanza. Si arriva, lentamente, al quinto stadio: l'epilogo. L'epilogo di una F.U. può essere molto diverso a seconda di come ti sei comportato durante la serata. Se sei venuto con la ragazza, stai a pomiciare in un'angolo del giardino, su una panchina, vicino al nerd solitario che ogni tanto butta l'occhio, imbarazzato, per avere un po' di materiale da onanismo.
Se sei venuto con l'idea di adescare, questo è il momento di scoprire se qualche esca lanciata durante la sera è andata a frutto. Perchè parte delle birre acquistate sono state offerte a ragazze che ti hanno presentato gli amici, nella speranza che anche loro capiscano la semplice equazione "birra = me la dai (anche ubriaca o un po' svenuta)". Puoi fare il crocerossino, tenendo la fronte di qualcuna che vomita (a me sinceramente mi rompe il cazzo che qualcuno mi tiri la testa mentre sbocco, ma son gusti), sperando che capiscano la semplice equazione "ti reggo la fronte = me la dai (dopo un paio di mentine)". Puoi tornare al tuo branco originario, dove sai che ci sono solo cessi ma per una sera puoi anche tapparti il naso e provarci, nella speranza che sia ovvia l'equazione "ti concedo più attenzione del solito anche se sei un cesso = me la dai e mi fai il favore di non dirlo a nessuno, anzi possibilmente dimenticatelo subito dopo".
Se butta proprio male, finirai a deprimerti con qualche amico lagnandoti di come le ragazze non ti capiscano, continuando a bere fino a vomitare.
Se invece non ne hai ancora abbastanza, si passa alle canne (cioè, c'erano anche prima, ma soprattutto adesso). A questo punto compaiono dal nulla un sacco di bonghi e di rasta. Se sono negri valgono doppio. Puoi avvicinarti alle fastidiose percussioni, sederti tra il vomito e offire qualche canna alle ragazze nella speranza che sia nota l'equazione etc etc. In fondo anche darla è un dovere sociale, dopo tutto.
Il sesto, opzionale, stadio finale, è appunto la scopata, con una delle eventuali prede acquisite (anzi, acquistate). Lo spettacolo che hai attorno a te nel giardino/chiostro/parchetto è: vomito, gente in collasso, rasta e bonghi, cani randagi, lattine di birra vuote. Non la più romantica delle visioni. Ma il romanticismo non è adatto ad una F.U., siamo qui per divertirci, mica per costruire chissà che storia!
Dove andare a consumare?
Di primo acchito, spinti dagli ormoni, ci si avvicina ai bagni. Pessima idea. Vomito più che fuori, merda sulle pareti, gente che si buca (opzionale per le feste più riuscite). Le panchine, ancora occupate da quelli che sono venuti già accoppiati (ma statevene a casa, stronzi!). Quindi? Se sei uno studente fuori sede con appartamento, la risposta è ovvia, anche se sai che probabilmente il tuo letto è gia occupato da coinquilini stronzi che hanno invitato amici stronzi a dormire sul tuo letto convinti che tu non tornassi. Se sei in casa con mamma e papà , sai che probabilmente non è il luogo più adatto per consumare. Quindi? Ci scambiamo i numeri e ci sentiamo domani, che allora eheh.
Peccato che la mattina dopo passi la sbornia e uno dei due si ricordi che l'altro era un mostro, oppure non si ricorda il nome e l'ha salvata nella rubrica sotto "Quella che devo scoparmi" o "fajfha" se era tanto tanto ubriaco.
Ma pazienza, in fondo alla festa mi sono divertito un sacco!