Venier, MaraLa donna più amata dagli Italiani

Mara Venier da giovane. Collezione F.lli Alinari, 1856
Essere Mara Venier dovrebbe essere il sogno di ogni teenager di quest'Italia piena di santi, poeti e navigatori. Stranamente, però, non è così. Le ragazzine preferiscono vestirsi come le Bratz, le bambole cresciute con lo zio violentatore, e seguire modelli assolutamente non Italiani.
Ma dico io, svegliatevi, c'è Mara Venier!!!11!1!
Il fascino mediterraneo di questa bionda naturale dai lineamenti dolci e dalla voce soave dovrebbe battere in partenza l'aspetto poco rassicurante da troia bulgara di Gwen Stefani. La sua simpatia e brillantezza di carattere dovrebbero catturare l'attenzione molto più di un qualsiasi "Date my Mum" del caso - e se fosse proprio lei la "mum" con cui uscire? Non vorreste chiavarvi lei, piuttosto che la figlia?
Aspetti positivi dell'essere Mara Venier, sempre che questa frase possa essere scritta, sono che a lei la menopausa è arrivata più o meno subito dopo la prima mestruazione. Certo, è rimasta sicuramente traumatizzata e in scopenso ormonale da allora, ma non è forse la più SIMPATICISSIMA? E vogliam parlare del suo seno? Del fantastico, materno, prorompente seno di MARA VENIER? Meglio fermarsi qui.
Essere Mara Venier significa aver condotto per anni e anni il programma che conquista nonni pervertiti, massaie sole, bambini ritardati e ingegneri elettronici in cassa integrazione: Domenica In. Domenica In era l'alternativa "povera" di Buona Domenica, che poteva vantare star del calibro di: Maurizio Costanzo, Paola Barale, Andrea Roncato, Claudio Lippi, Massimo Lopez. Eccezion fatta per il primo, tutti questi ora staranno quasi sicuramente distribuendo i Leggo agli incroci; ah no, Lippi fa la pubblicità di quella cosa che non mi ricordo ma sicuramente non è niente di utile. Siccome a Domenica In non potevano procurarsi il vanto di Buona Domenica, ovvero la Signora Volpe, quella che sapeva a memoria i prefissi di tutt'Italia, o quell'altro frustrato in giacca, cravatta e brufoli che sapeva a memoria i santi del calendario, il cui nome la tradizione non ha voluto che fosse ricordato (questi staranno lavando la macchina di Claudio Lippi), allora si sono procurati pezzi da novanta come Giucas Casella, che già che ti chiami "Giucas" non dovresti farlo sapere a nessuno, e se in più sei mago allora proprio devi essere fermato. I numeri di Giucas Casella, pericolosi come la fila alle poste, preoccupavano sempre la nostra Mara Venier che diceva, con quel tono di voce angelico e vellutato: "No, Giucasss! E' PERICOLOSO! Ma sei ammattito?", richiami cui il nostro rispondeva "tranquilla Mara! è tutto sotto controllo!". Per chi non fosse ancora convinto che Domenica In è ciò che si trova sotto alla crosta grattata via dal fondo, considerate questo: Mara Venier conduceva il programma con Luca Giurato. Fate voi.
Essere Mara Venier significa anche aver lavorato con grandi professionisti tipo Davide Mengacci, il tappabuchi preferito da Mediaset per presentare la cucina locale del Molise (che non esiste), solo in mezzo a vecchie vedove che gli piazzano la mano sul pacco. Ha recitato in una fiction (passaggio obbligato se vuoi riciclarti, confermando ogni cattiva opinione su di te e smentendo quelle buone) assieme a Gianni Morandi, che (un po' come il grandissimo Max Pezzali) non ha ancora capito che i quindici anni sono un ricordo lontano, ed illudersi di averli ancora non risolverà le sue disfunzioni erettili. Ma soprattutto la nostra Mara ha lavorato assieme al Professionista con la P maiuscola: Pippo Baudo, dopo il quale generalmente sopraggiunge la morte.
Essere Mara Venier è dunque meraviglioso, meraviglioso, meraviglioso. Altro che Christina Aguilera.