Buongiorno.
Immagino che tutti abbiate frequentato le scuole elementari (almeno fino al quarto anno), per cui ciò di cui sto per parlarvi dovrebbe risultare quantomeno familiare.
Vi ricordate la sezione di geografia del sussidiario? Quanti bei grafici colorati a torta sulle produzioni siderurgiche e pomodorifere della Puglia? Quanti istogrammi sull'impiego nel settore terziario della Lombardia? Quante densitometrie dell'inquinamento sulla Campania?
Bene.
Ora, ricordate qualcosa di simile per regioni come il Molise? O l'Umbria? Avete notizia della densità di abitanti del Friuli? O l'unica cosa che ricordate è un'uscita dell'autostrada, casualmente sempre chiusa o con la coda?
E' ora di affrontare certe verità: il Molise, l'Umbria e il Friuli non esistono. Sono soltanto frutto di una grande cospirazione della massoneria catto-imperialista che vuole giustificare con queste tre regioni fantasma la sperequazione del reddito in Italia, affinché ci possano controllare mantenendoci in uno stato costante di povertà accettabile. Come mai non ci sono i soldi per la ricerca? Come mai non ci sono i soldi per la salute? Come mai non ci sono i soldi per le grandi opere pubbliche?
Provate a chiederlo a un politico del nord, e vi dirà "C'è il Friuli". A uno del centro, e vi dirà "C'è l'Umbria". A uno del sud, e, manco a dirlo, risponderà "C'è il Molise."
Ma non è vero! Non esistono, e tra poco ve lo dimostreremo: questa gigantesca macchinazione, ordita ai danni del cittadino ignaro, è stata ideata esclusivamente per coprire i loschi interessi della casta pluto-mediacratica che ci governa nell'ombra.
Prendiamo come esempio il Molise. Ci siete mai stati? Avete mai calpestato il suolo del Molise? Ne conoscete i prodotti tipici? Conoscete dei molisani? O sono solo pugliesi addestrati in scuole segrete sull'Asinara per pronunciare molto di più le doppie?
Avete mai provato ad entrare per mezzo dell'autostrada in Molise? Noterete curiosamente che il percorso dall'entrata all'uscita è terribilmente breve. Perché? Perché non posso visitare l'entroterra? Forse perché non c'è un entroterra.
Per farne un inganno ancora maggiore, vi basti considerare che l'unico uomo politico che fa opposizione attualmente, l'on. Di Pietro, si dichiara molisano. Anche lui è parte di questo grande gioco, non ci cascate!
Anche Aldo Biscardi viene dal Molise. Una ulteriore prova che il Molise non esiste, o comunque non dovrebbe.
Passiamo all'Umbria. Cosa c'è in Umbria? Assisi, mi direte. Benissimo. Però, pensate alla sfortunata coincidenza: proprio quando il nostro team di esperti voleva verificare l'esistenza di Assisi, un terribile terremoto tagliò l'Umbria fuori dal mondo civile. Coincidenze? Decidetelo voi, ma ricordatevi che con la scusa della calamità naturale gli Illuminati coprirono i loro quartieri generali a Pompei nel pignanta avanti Cristo.
Una cosa è chiara: nessuno ha mai visto l'Umbria, e chi dice di viverci è soltanto un marchigiano addestrato in scuole speciali dell'Isola d'Elba.
E che dire del Friuli? Un altro inganno. Friuli-Venezia-Giulia: vi pare possibile che esista una reigone con così tanti nomi? O forse sta ad indicare una grande menzogna, con i nomi dei tre geniali inventori di questo piano malvagio? Una volta io e un team specializzato di esperti abbiamo provato a varcare i confini del veneto per addentrarci nel Friuli, ma quando siamo arrivati al tunnel per il Friuli (unica entrata conosciuta per il Friuli) siamo usciti a Imperia. Coincidenza? Decidetelo voi. Ma una perizia di numerosi esperti del campo ci ha permesso di stabilire che i Friulani sono sloveni che, su promessa di denaro e posti di lavoro per la famiglia, vengono abituati a ubriacarsi in modo molesto in centri di addestramento nelle risaie della Brianza.
Forse questo sito chiuderà dopo tali e tante rivelazioni, ma è importante che spargiate la voce.
Siamo molti meno, possiamo avere molto di più!
RazzismoSi comincia dalle piccole cose, e poi si finisce appesi alle querce.
Buonasera. Gli esperti mi segnalano che è stato recentemente creato nei laboratori un nuovo Ringo. Questo prodotto dolciario sarebbe composto, come tutti i suoi predecessori, da due pezzi di forma e dimensione uguale, con della crema in mezzo.
La novità consiste nel fatto - tenetevi forte - che entrambi i biscotti sono al cioccolato. Cioè neri.
Ora, voi sapete bene che, da quando è nata la necessità di combattere l'apartheid sudafricano, Nelson Mandela e Michael Jackson hanno personalmente finanziato la pubblicità della Ringo People, in cui un bambino bianco E uno negro alternativamente pigmentato si battono un cinque dopo che uno di loro (presumo il bianco) ha fatto GOAL. Ciò, comunque, è dovuto al fatto che il calcio ha spesso giovato di questi giovani sottratti ai campi di cotone, come Pelè, Etoo e Gattuso, il che rappresenta un pesante bias culturale.
Ma qui, cari lettori di questo tatsebao virtuale della banalità, di questa house of commons della scorreggia coll'ascella sudata, vi dico che si stanno oltrepassando certi limiti.
Da quando Saddam Hussein è diventato presidente della Lega Mondiale, da quando la massoneria saudita si è insediata sul trono della Federazione Catto-galattica, da quando l'Asse del Male ha cominciato a derubarci dei nostri figli per farne dei kamikaze filorepubblicani, insomma da mercoledì scorso, le cose hanno cominciato a prendere una pessima piega.
Tornate con la vostra debole memoria (hanno già cominciato a drogarci! mettono cose nell'acqua perché noi dimentichiamo la storia) a quando sullo schermo il bambino bianco e quello sporco si battevano un cinque, avvolti da quelle maglie - non a caso - rosse con la scritta RINGO. Ricordate la sensazione di poesia e di libertà e di movimento per diritti umani che ne scaturiva? Ricordate l'emozione che vi faceva sacrificare gattini al Dio Serpente mascherati da Baron Samedi?
Abito in una simpatica zona semi-residenziale del centro di Bologna, abitata solo da qualche sikh che vende musical di Bollywood, dal Signor Fernando e da pseudo-comunisti che frequentano il centro sociale davanti al mio portone e che si curano di suonarmi il citofono alle 3 del mattino a settimane alterne. Il resto sono signore impomatate col cane nella borsa e gli ayatollah che fanno le pizze.
Non ho mai avuto particolari contatti coi miei vicini, se non buongiorno-buonasera-piove eh?. La prima volta che ho visto la mia dirimpettaia è stato quando si è affacciata in vestaglia alla finestra gridando "scusi, ma lei quanto paga di rusco? (spazzatura in bolognese)" e la prima volta che ci ho parlato è stato per un'infiltrazione.
Ieri notte, però, ho avuto modo di osservare - o, più precisamente, di ascoltare - i due imbecilli che abitano esattamente sotto di me.
Una coppia sui 23-24 anni, bolognesi d.o.c., lei sgodevole e con una voce da scaricatore di barili di aringhe norvegese, lui con un timbro simile a quello di Orso Maria Wilson. Cominciano a disturbare con schiamazzi e urla verso la mezzanotte, con perle da festival di Cannes: "a me Dragonball fa cagare", "cazzo ne so di che giorno è oggi" e via discorrendo.
Nessuno che si affacci per tirar loro una ciabatta, ma del resto è sabato sera e i giovani si devono divertire.
Vado a letto - l'indomani, cioè oggi avrei dovuto studiare, anche se non è vero un cazzo - ma non posso fare a meno di ascoltare il proseguimento della loro serata. Cominciano verso l'una a fare un gioco che, solo con audio (non sono riuscito a vederli prima di questa mattina), suona più o meno così: uno dei due riceve un colpo, si lamenta del dolore e l'altro lo deride. A un certo punto lui esclama "Mi hai fatto male alle palle, cazzo!" e lei "beh cosa c'è, tu puoi e io no (?), e poi ti ho preso alle ginocchia e ti fanno male le palle? dai alzati coglione (!)" "mi hai fatto male" "dai alzati non rompere".
Seguono altre sessioni di questo gioco, con lei che risponde sempre più sfacciatamente, finché lui non si innervosisce seriamente. Lo si capisce perché lei comincia a piagnucolare "mi hai fatto male!" "così impari" "ma mi hai fatto MALEE!" "dai vieni qua" "bona lé (smettila, nda) mi hai fatto male!" "dai non rompere i coglioni, vieni qua" "no, tu mi fai male" (seguono colpi tipo schiaffi). Lei parla di andarsi a fumare una paglia e lui gliela toglie sempre di mano, presumibilmente rompendogliela. A questo punto lei scoppia a piangere (!) e dice che ha paura, che vuole solo fumarsi una paglia, che lui le sta facendo male. Sono le 2 e 30 e mi viene il dubbio se chiamare la polizia o meno, dato che nessuno nel vicinato fiata. Lui comincia a dirle "dai, vieni qua, BONA LE' DIO PORCO HAI ROTTO IL CAZZO, SCENDI DA QUELLA SCALA" e le tira delle scarpe (!!) mentre lei piagnucola che di lì non si sarebbe mossa. Segue colluttazione, o almeno presumo, visti i colpi alle pareti, e il volume della TV viene strategicamente alzato.
Cerco di tornare a letto, e dopo circa un'ora, alle 3.30, li sento che chiavano della grossa. Che carini, hanno fatto la pace. L'amore vince sempre. Chiudo la finestra del bagno e sento "shhh! ho sentito un rumore!" (davvero pensavano di non attirare l'attenzione di nessuno coi loro muggiti). Temo di averli interrotti. Peraltro non si trattava di una scopata normale, perché lui insisteva per "pulire lì". Non si sa cosa, e non si sa di cosa fosse sporco.
Dormo il sonno del giusto (cioè un cazzo) fino alle 8. Il freddo entra in casa e vado a sciacquarmi la faccia mentre la macchinetta del caffè si scalda. I due mentecatti riprendono il loro gioco. Lei piagnucola come se fosse un bambino che i genitori non vogliono portare al luna park. Ogni tanto, però, ride. Mi sporgo appena dalla finestra della cucina per notare lui, a petto nudo (ci saranno stati 14 gradi fuori) con un tatuaggio per spalla, qualche orecchino, insomma un elegante intellettuale bolognese, che rincorre la sua donna. Verso l'ora di pranzo cominciano a sputarsi a vicenda (!).