Ci sedemmo dalla parte del torto perché in cambio ci regalavano una Nintendo Wii
21/10/2007 Dag
Gli ZAR come modello di vita ideale secondi solo al modello comunista

Lo ZAR Nicola II Romanov con addosso i simboli dell'essere lo ZAR


Sapevate che quest'estate sono stato in Russia? Sì ora lo sapete. Bravi.
Ho fatto un viaggio organizzato all-inclusive, con dentro vecchi rincoglioniti e pasti in locali tipici con spettacoli folkloristici. Un'esperienza.
Ma la cosa che più mi ha gasato della Russia, dopo le statue di Lenin con le sigle in sovietico tipo РСФСР, la piazza della Lubjanka con le sedi del KGB e tutti i poliziotti corrotti che prendevano a manganellate i bambini, è 'sta storia qua degli ZAR.
Essere ZAR in Russia prima della rivoluzzione voleva dire fondamentalmente fare un po' quel cazzo che ti pareva tu solo mentre tutti gli altri erano lì a leccare la terra per tirare fuori le patate. Cioè, voi pensate che siete lo ZAR e camminate per i vostri giardini con le fontane scherzose, però siccome vi annoiate e avete un ghiribizzo di violenza sui più deboli e di soprusi a gratis, prendete una carrozza trainata da settanta cavalli e andate appena fuori da San Pietroburgo. Vi fermate quindi davanti a una isba (una casa di contadini) e dite: ok da qui passerà la nuova FERROVIA DELLO ZAR. Magari ne passa una davanti ma voi siete lo ZAR e la FERROVIA DELLO ZAR passa da dove dice lo ZAR. E poi lo dite in russo quindi avete 100 punti bonus perché la lingua suona più cattiva. Allora i contadini vi implorano si attaccano alla vostra palandrana di seta di astrakan e dicono la prego zar abbia pietà di noi e della nostra famiglia! E voi dite COL CAZZO cari miei servi della gleba, avete detto ZAR in minuscolo e per questo non solo stupreremo le vostre donne e daremo fuoco alla vostra dacia MA IN PIU' vi deporteremo a Sachalin in una miniera di rame. E vai così.

Essere ZAR significava avere un sacco di gioielli tipo le UOVA FABERGE'. Ecco voi dovete sapere che in Russia ora hanno un sacco di musei per far vedere che anche se hanno avuto la rivoluzzione, Stalin, Ivan Drago sconfitto da Rocky Balboa e Kasparov sconfitto da Deep Blue, loro non hanno dimenticato il passato glorioso del tempo degli ZAR. Ovunque ti giri c'è la collezione dei VESTITI DELLO ZAR e della ZARINA, CARROZZE DELLO ZAR, UTENSILI DELLO ZAR e soprattutto GIOIELLI DELLO ZAR. Tra questi i migliori sono le UOVA FABERGE', cioè enormi uova di struzzo placcate d'oro e diamanti e rubini con dentro immagini sacre tipo Gesù Cristo che sfida Schopenhauer e vince. E poi avevano pettini dorati con gioielli incastonati, bastoni di platino e palissandro con avorio incastonato di gemme preziose, zuccheriere di marmo di Carrara con cucchiaini finemente lavorati da ebanisti cinesi, ecc ecc insomma tutte cose che il moderno galantuomo non può farsi mancare nella sua casa. Oltre alle immancabili PARETI DI VELLUTO. Perché se tu hai un palazzo e vuoi vivere nel LVSSO, quello con la V di chi proprio si vede che ne capisce, non è che fai l'intonaco, due stucchi e le cornici di gesso, quella è roba per plebei con l'alfa romeo; tu vai dal mercante di tessuti e dici: DABBENUOMO, mi dia otto, novecento metri quadri di quel velluto che raffigura scene tratte da Jurassic Park. E poi il tutto rigorosamente barocco, barocco così barocco che se Platinette arredasse casa sua come si abbiglia non arriverebbe alla metà di quello che sono i palazzi dello ZAR.

Ma forse uno degli aspetti più affascinanti dal punto di vista sociologico dello ZAR era il suo PALAZZO D'INVERNO, con le FONTANE SCHERZEVOLI. Dico scherzevoli perché la guida, poverina, non sapeva bene l'italiano e diceva castronerie, e dico poverina perché ci raccontava di come uscisse di casa con 42 sotto zero a ritirare la carne con la tessera del partito, ma erano altri tempi. Dicevo le fontane scherzevoli che sono in pratica le fontane che sparano acqua a cazzo, azionate da forze misteriose del sottosuolo che si agitano consumando un conflitto millenario sin dalla fondazione di Ur, mistica città primordiale (ma non divaghiamo); si dice che lo ZAR amasse essere portato davanti al percorso delle fontane scherzevoli e facesse sfilare i suoi ospiti sotto alle fontane per RIDERE DI LORO. E il fatto è che gli ospiti, che pur essendo dignitari e kulaki che a casa loro disponevano di contadini come posacenere e apribottiglie, non potendo smargiassare a loro volta con lo ZAR dovevano prodigarsi in sketch tipo OH NO L'ACQUA, veramente uno scherzo bellissimo ZAR, AHAHAH CAZZO CHE RIDERE, pena la decapitazione. E lo ZAR passava un buon quarto d'ora a vedere le fontane scherzevoli che bagnavano gli ospiti. Dopo di che teneva un po' in mano un UOVO FABERGE' nel mentre che ordinava lo sterminio dell'Ucraina.


Who's your daddy?


Lo ZAR purtroppo fu fatto a merda dai rivoluzzionari nell'ottobre del '18 in una nota strage che la Storia ci ha consegnato con il nome di notte dei lunghi coltelli (mi pare), per poi essere sostituito dalla DITTATURA COMUNISTA, sulla quale non ci pronunceremo perché è stato tutto detto dalla Storia stessa; e non importa che la guida, poverina, dica parlando dei casermoni sovietici della periferia, quelli bianchi alti 9 piani con dentro 8 famiglie per stanza, che se il comunismo avesse trionfato sarebbero stati costruiti appartamenti più belli; cara mia ti sbagli, il comunismo HA GIA' trionfato, ed è proprio nel casermone a 9 piani che si intuisce questa sua vittoria sfolgorante, questo stivale che opprime il volto dell'uomo incessantemente, nella polvere, perché come diceva quello "Il potere è la capacità di far soffrire gli altri".

E quindi non ci sono cazzi, se dopo gli ZAR c'è stato STALIN è solo per un motivo, ed è quello che gli ZAR avevano usato il GUANTO DI VELLUTO (come le pareti) con la nobiltà e la chiesa, e aveva invece schiacciato i contadini; il genio di STALIN sta per l'appunto nell'aver schiacciato ANCHE nobiltà e chiesa, facendo di tutti i russi un unico paese di nome GULAG e di tutte le bandiere un unico grido chiamato LIBERTA'.
Commenti (0) Dite la vostra ch'io ho detto la mia

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