15/12/2007 Dag
Dal concetto di operone alla completa restaurazione della società
Così, come se niente fosse.
L'operone lac, represso e derepresso. Cheztoria.
ATTENZIONE! mi è stato fatto notare che i miei post cominciano ad essere un po' troppo esigenti dal punto di vista della concentrazione. Per questo, Stanza-101 vi viene incontro con piccoli espedienti che mantengano viva la vostra attenzione, e vi permettano di usufruire del nostro prodotto para-editoriale con il piacere di sempre.

Approfitto che è da tanto che non scrivo per scrivere. Già.
Com'è come non è, lunedì ho un esame di biologia molecolare, e contando che ho iniziato a studiare giovedì direi che potete tranquillamente immaginarmi così: una piscina di merda, e io tre metri sotto al fondo di questa piscina, nella merda.
Ma.
Sta di fatto che la biologia molecolare è bellissima. Bellissima. Non si fa studiare come se fosse un fumetto, ma è bellissima. E allora com'è come non è, sono incappato in un concetto meraviglioso che è quello di REPRESSIONE.
Non tanto per la sfilza di meravigliose immagini di bandiere, carri armati, schermi giganti e polizia segreta che è in grado di evocarmi la parola, quanto più perché sono convinto che se le persone venissero regolate come i geni, questa società funzionerebbe finalmente come si deve, e non ci sarebbero quelle cose orribili che tanto ci fanno orrore al giorno d'oggi, tipo i vecchi, Sanremo e l'Euroclub.

Partiamo dal concetto - molto semplice secondo me, secondo voi incomprensibile, già lo so - di operone. L'operone è una porzione di DNA in cui ci sono sia geni strutturali, cioè materiale che verrà trascritto per poi essere tradotto in proteine, sia geni regolatori, cioè materiale non trascritto su cui però vanno ad agire altre proteine. Questi tratti sono conosciuti come promotori e operatori. Un promotore dice a tutti che l'operone inizia lì, ma è l'operatore che decide se, quando e quanto quel gene può essere trascritto.
Va da sé che l'operone da solo, che è una sequenza di nucleotidi, né più né meno, non può far nulla. Avrà bisogno di un elemento trans-agente che agisca su di lui, ovvero un REPRESSORE. Se il repressore è legato all'operatore, il gene non può essere trascritto, e viceversa.

Contrariamente a quanto possa pensare il lettore medio di Metro, non tutti i geni sono espressi allo stesso tempo, perché non tutte le proteine sono utili allo stesso momento: sarebbe in primo luogo una grave perdita di energia (sotto forma di ATP), e in secondo luogo le conseguenze potrebbero essere assai spiacevoli e portare al cancro.
Ora, la cellula sa quali geni tenere inattivi, e quali attivi: ci sono geni che hanno bisogno di essere attivati con delle proteine che si legano al promotore (controllo positivo) e geni che invece per essere spenti hanno bisogno di un repressore specifico (controllo negativo).

Prendiamo ora l'esempio del soggetto S, un nostro modello sperimentale d'ora in avanti.
Il soggetto S è un giovane dalle limitate risorse intellettuali. Il soggetto S presenta una reiterata resistenza alle attività costruttive quali lo studio e il lavoro, mentre è esageratamente propenso a inquinare l'atmosfera con i gas di scarico del suo potente veicolo. Il soggetto S crea, interagendo con gli altri, una spiacevole sensazione di sfiducia nelle possibilità del genere umano. Test clinici confermano che il soggetto S non serve praticamente a nulla.
Eppure, al soggetto S questa società garantisce una certa libertà di espressione: non solo può spostarsi e comunicare, ma gli è permesso, nonostate i fallimenti (confermati da test clinici), di progredire più lentamente degli altri, occupando spazio, immobilizzando denaro, ritardando gli investimenti e - test clinici lo confermano - aumentando il disavanzo primario, l'inflazione e le colpe dell'euro.
Si può dire che il soggetto S nuoce alla società in modo diretto (chi gli sta intorno) e indiretto (l'utilizzo errato del denaro e delle risorse a suo favore).
Se questa società fosse un grande laboratuàr, e potessimo effettuare i dovuti test clinici, saremmo in grado di vedere gli effetti del silenziamento di questo soggetto S.
Vedremmo, secondo me e quindi secondo la scienza, che non solo la porzione di spazio dedicata al soggetto S diventerebbe quasi più bella e luminosa, ma che tutti gli elementi simili o paragonabili al soggetto S, una volta silenziati, aumenterebbero del pignanta % l'efficienza della società. No joke.

Se potessimo fare come la cellula, che reprime chi non serve finché non diventa necessario utilizzarlo (ad esempio: serve carne da cannone per una guerra, oppure non ci sono più mucche per il Big Mac, oppure hanno fucilato il personale dell'Autogrill per sfizio e servono braccia nuove per scaricare i camogli e le rustichelle), vivremmo in una valleverde con arcobaleni, pace nel mondo, auto all'idrogeno e Beppe Grillo dovrebbe trovarsi un altro motivo per sudare.


