05/07/2009 Dag
Edificante storiella di mezza estate #2
il continuo
Procedendo con il consueto proposito di portare miseria terrore e morte nelle mediocri vite da famiglia mulino bianco dei nostri connazionali, ma, a onor del vero, anche perché gli elicotteri stavano perlustrando l'asse attrezzato Bazzano - Castelfranco, decidemmo che era venuto il momento di spostarci verso la Riviera.E' da dire che la Riviera è un posto straordinario, pieno di vita e di giovani, e dunque territorio ideale per compiere ciò che i demoni sumeri ci avevano comandato quella notte che scoprimmo nel sotterraneo del nostro asilo un monolite a forma di cazzo - ma questa è un'altra storia.
Dunque, dopo aver sequestrato il pickup a un bovaro locale, che se non m'inganno avrà ancora paura dei termosifoni e delle suore visto lo scherzo che gli abbiamo giocato, ci trovammo di lì a poco nella graziosa e ignara cittadina di Riccione.
Il Tomma sentiva il bisogno urgente di suonare, tipo quella volta che a Berlino demmo fuoco agli alluci dei metallari che gestivano un negozio di strumenti, solo per poter suonare il loro ampli valvolare.
Subito ci infilammo in una di quelle fiere paesane con gelati e giostre e tiri al rumeno che tanto piacciono ai giovani di buona famiglia. Dietro a una staccionata c'era una ragazzina di sedici anni che faceva le pompe a tre o quattro giovanotti del luogo, che la incitavano con frasi non punto belle.
Decidemmo di punire quella scempiaggine nemica degli insegnamenti di Cristo, e Gems coi suoi mortaretti da combattimento fece un bailamme tale che la donzella serrò di scatto mascella e mandibola in un bacio mortale che mozzò di netto l'orgoglio del baldanzoso Gionatan.
Non ebbero neanche il tempo di gridare "diobò" che Kons e io uscimmo dalle fottute pareti armati di mazze di pino e passamontagna per criticare, e li saccagnammo come Allah comanda finché non ci chiesero di metter loro in tasca i denti, ché sarebbero tornati a casina da soli. Naturalmente corcammo pure la giovane, avendo però cura di non colpirla in faccia, dacché il curdo con cui ci eravamo accordati prima la voleva non dico bella, ma quantomeno presentabile.
Congratulandoci a vicenda di quest'audace impresa, andammo a spendere il ricavato in bastoncini di liquirizia e allucinogeni.
Questa infatti fu la vacanza in cui il Kons e io cominciammo a drogarci per non avere il fastidioso senso di responsabilità delle nequizie che compievamo in giro. Soltanto noi ne usufruimmo, perché il Gems era già impazzito nei campi d'addestramento iraniani, mentre Tomma era un relativista che non intendeva infastidire nessuno con manie bacchettone d'altri tempi.
Al Cocacabana, noto locale di Riccione che dovette chiudere poco dopo la nostra esibizione, e se non ci credete andate a leggervi gli incartamenti del processo di Andreotti, perché se ne fa diffusamente cenno, ci presentammo come il gruppo emergente che avrebbe suonato in quella serata. Ovviamente avremmo suonato la nostra musica del diavolo e avremmo evocato Pazuzu in mezzo ai tavoli del bar, maesordimmo con un pezzo dei Finley che fu molto apprezzato dalle ragazzine smutandate del luogo.
(continua)


